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Pallacanestro Brescia: patron Ferrari rilancia, è polemica

Contestazioni dei tifosi e accuse dei politici

BRESCIA - Contestazioni dei tifosi, politici e amministratori bresciani che parlano di "schiaffo alla città", il patron della Pallacanestro Brescia che rilancia un progetto sostenibile per il basket nella città di Brescia e si dichiara disponibile a confrontarsi con le istituzioni locali.

Mauro Ferrari, patron del club, ha ceduto il titolo sportivo da Brescia a Roma: infatti Paul Matiasic, ex presidente della Pallacanestro Trieste, ha acquisito Germani Brescia ed ha portato il titolo sportivo nella Capitale, dove nascerà una nuova società: Maxima Roma.

Dopo aver venduto il titolo sportivo Mauro Ferrari, patron della Pallacanestro Brescia, si è presentato alla stampa e indicato il suo progetto: "Abbiamo fatto questa operazione per valutare un nuovo futuro. Proseguiamo con le attività giovanili. Mi metto a disposizione delle istituzioni perché oggi in Italia ci sono due titoli di A2 e due di B1 che sono acquistabili per proseguire a fare basket a Brescia". Patron Ferrari ha spiegato: "Sono stati fatti sforzi economici importanti e la mia famiglia ha impegnato capitali per circa 30 milioni di euro in dieci anni. Senza sostenibilità italiana non si va da nessuna parte, il sistema basket oggi è in crisi e l'avvento di capitali esteri è significativo".

Poi patron Ferrari ha indicato la sua idea per la Pallacanestro Brescia "Il tempo per prendere queste decisioni è poco, bisogna sedersi al tavolo lunedì mattina per capire come proseguire con il basket in questa città".

La sindaca di Brescia Laura Castelletti non polemizza, ma fa capire che dopo la cessione del titolo sportivo della Pallacanestro Brescia a Roma, il rapporto di fiducia si è spezzato: "Quando una squadra diventa parte dell’identità di un territorio non si sta amministrando soltanto un patrimonio sportivo, si sta custodendo una fiducia collettiva.
E la fiducia, in questo caso, è venuta meno".

Il deputato bresciano di Forza Italia Maurizio Casasco, commenta il via libera al trasferimento del titolo sportivo nella Capitale: "La decisione di trasferire a Roma il titolo sportivo della Pallacanestro Brescia rappresenta uno schiaffo morale all’intera città, ai suoi tifosi, alle istituzioni e a tutte le famiglie che in questi anni hanno creduto nel basket come patrimonio sportivo e sociale. È una scelta che cancella con un colpo di spugna dieci anni di investimenti, entusiasmo e sostegno ricevuti da Brescia e dalle istituzioni, per primo il Comune".
"Questa proprietà - prosegue Casasco - ha potuto contare su una città che non ha mai fatto mancare il proprio appoggio. Il Comune ha investito per ammodernare il PalaLeonessa, le istituzioni hanno sempre accompagnato il progetto, gli sponsor anche delle partecipate come la Centrale del Latte e il tessuto economico hanno creduto nella società e migliaia di tifosi hanno riempito il palazzetto stagione dopo stagione, sostenendo la squadra anche nei momenti più difficili. Tutto questo meritava rispetto e riconoscenza, non un addio consumato in poche ore".

Per il parlamentare azzurro, "non basta annunciare che resterà il settore giovanile per attenuare la gravità della decisione. Senza una prima squadra ai massimi livelli viene meno il naturale percorso di crescita dei giovani atleti, ai quali si sottrae un riferimento sportivo, tecnico e umano. È un messaggio sbagliato verso un territorio che ha fatto del basket uno degli elementi della propria identità sportiva".

"Se la proprietà non crede più nel progetto bresciano – conclude Casasco abbia almeno il buon senso di farsi da parte e lasciare spazio a imprenditori e realtà che vogliono investire davvero nel futuro della pallacanestro a Brescia. Il basket è ormai parte del DNA di questa città e sono convinto che non mancheranno persone capaci di raccogliere questa sfida, restituendo ai tifosi e ai giovani un futuro all’altezza della loro passione. Brescia non merita di essere abbandonata dopo tutto quello che ha dato, poiché una società sportiva non è solo un patrimonio economico ma anche sociale".
Ultimo aggiornamento: 27/06/2026 22:49

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