La tappa conclusiva di World Climbing Series Boulder ha regalato una grnade emozione ai tifosi azzurri, grazie alla fantastica performance di Luca Boldrini, che ha sfiorato la finale, sfuggita per appena 2 decimi di punto.
L’atleta ferrarese, in forza al Centro Sportivo Aeronautica, si è messo in luce fin dalle qualifiche, chiudendo al quarto posto nel gruppo A e al settimo nella classifica generale, grazie a 2 zone e 3 top, di cui 2 flash.
In semifinale, Boldrini ha continuato a lottare con determinazione, raggiungendo al primo tentativo la zona nel primo e nel terzo blocco e centrando il top nel secondo, per un totale di 45 punti netti. Nel quarto e decisivo blocco, dove molti atleti si sono giocati le ultime possibilità di accedere alla finale, il ferrarese è riuscito a conquistare il top al quinto tentativo, portando il proprio score a 69,6 punti.
Una prestazione che gli è valsa l’11ª posizione, a un soffio dalla finale: solo 2 tentativi in meno per l’8° classificato, che ha chiuso con 69,8 punti. Appena due decimi hanno dunque separato Boldrini dall’ingresso tra i migliori otto, negandogli un traguardo che, per quanto mostrato in gara, sarebbe stato alla sua portata.
Resta però una prova di grande valore, che certifica i progressi e la crescente competitività dell’azzurro nel corso della stagione internazionale. Dopo aver conquistato la semifinale a Berna e averla sfiorata a Keqiao, Boldrini ha quindi chiuso il circuito al 34° posto nel ranking assoluto di Coppa del Mondo. Un risultato significativo, soprattutto considerando che questa è stata la prima stagione in cui ha disputato l’intero circuito di World Climbing Series, dopo le due tappe affrontate nel 2025.
Si è invece fermato alle qualifiche l’altro azzurro in gara, Matteo Reusa, atleta delle Fiamme Gialle, che ha concluso al 55° posto.
Una Coppa del Mondo avara di soddisfazioni per il climber pinerolese, capace tuttavia di brillare in altri appuntamenti internazionali: per lui, in stagione, sono arrivati l’oro in Coppa Europa in Slovacchia e il bronzo ai Mondiali Giovanili di Arco.
La vittoria di tappa è andata all’israeliano Yonatan Katz, seguito dal britannico Maximillian Milne, medaglia d’argento, e dal giapponese Rei Kawata, bronzo.
In campo femminile Stella Giacani, portacolori delle Fiamme Gialle, ha mancato per un soffio la qualificazione alle semifinali, chiudendo al 25° posto. Per l’atleta anconetana il bilancio della prima stagione affrontata stabilmente nel circuito World Climbing Series resta comunque decisamente positivo: due semifinali conquistate, a Praga e Madrid, con un notevolissimo 11° posto nella tappa spagnola.
Francesca Matuella, atleta del Centro Sportivo Aeronautica, ha terminato la gara in 36ª posizione. Anche lei può vantare l’accesso ad una semifinale in questa stagione mondiale, a Keqiao, mentre a Madrid ha sfiorato la top 24.
La gara è stata dominata dalla francese Oriane Bertone, capace di imporsi con un margine netto sulle avversarie. Alle sue spalle si è classificata la britannica McNeice, medaglia d’argento, mentre il bronzo è andato alla giapponese Nakamura.
La stagione internazionale del circuito dei blocchi va così in archivio, ma l’attenzione degli atleti è già proiettata al 2027. Sarà un anno cruciale per l’arrampicata sportiva, con l’assegnazione dei primi pass olimpici per Los Angeles 2028.
Ogni gara acquisterà così un peso ancora maggiore e ogni piazzamento potrà rivelarsi decisivo nella corsa verso il sogno a cinque cerchi. La stagione appena conclusa lascia in eredità segnali incoraggianti per gli azzurri e la consapevolezza di poter competere sempre più da vicino con l’élite mondiale.