ST.MORITZ (Svizzera) -
St. Moritz, proprio come
Cortina oggi, ha ospitato due edizioni delle Olimpiadi invernali, nel 1928 e nel 1948.
Nel
1928 St. Moritz ospitò la seconda edizione dei Giochi Olimpici invernali, i primi a non essere legati alle Olimpiadi estive. Vent’anni dopo, nel
1948, St. Moritz tornò protagonista con le V Olimpiadi invernali, organizzate rapidamente grazie alle strutture già esistenti, in un mondo appena uscito dalla Seconda Guerra Mondiale
(foto storica Diavolezza credit Museum Alpin Pontresina).

Quegli appuntamenti segnarono tappe decisive nello sviluppo di St. Moritz e dell’intera
Engadina, oggi sinonimi di sport e villeggiatura.
Ora è il turno di Cortina, che dopo il
1956 si prepara ad
accogliere per la seconda volta l’evento olimpico.
Olimpiadi invernali 1928 – Quattordici discipline in programma, ma solo una– il pattinaggio artistico - aperta alle donne
Le
Olimpiadi invernali del 1928 si svolsero dall'11 al 19 febbraio a
St. Moritz https://www.stmoritz.com/en. Ben 464 atleti provenienti da 25 nazioni si sfidarono in 14 discipline. Il clima insolitamente mite e la scarsità di neve misero tuttavia alla prova l’organizzazione, causando ritardi e persino la cancellazione della gara di pattinaggio di velocità sui 10.000 metri. Lo sci non era ancora disciplina olimpica ufficiale e la partecipazione femminile era molto limitata: 438 uomini contro appena 26 donne.
Indimenticabile fu la vittoria della norvegese Sonja Henie nella gara di pattinaggio artistico femminile: aveva appena 15 anni. Le difficoltà meteo costrinsero a spostare alcune competizioni sulla pista di pattinaggio Kulm, ancora oggi esistente e parte dell’iconico Hotel Kulm
https://www.kulm.com/en, hotel storico considerato la culla del turismo invernale. All’epoca, come molti altri hotel della zona, il Kulm disponeva di una propria pista di pattinaggio e di piste da curling.
La gara di sci di fondo sui 50 km si disputò in condizioni meteorologiche estreme. La temperatura partì da 0 °C e raggiunse i 25 °C verso la fine della prova. A dominare la sfida fu lo svedese Per Erik Hedlund, capace di imporsi nonostante il caldo anomalo.
In quell’edizione fece il suo debutto una nuova disciplina, lo skeleton. È simile allo slittino, solo che gli atleti scendono lungo la pista in posizione prona. Le gare si disputarono sulla leggendaria Cresta Run, pista di ghiaccio naturale ricostruita ogni inverno sin dalla stagione invernale 1884/85. È considerata la culla delle corse di skeleton. A causa dei pericoli e della mancanza di piste idonee, questo sport scomparve dai Giochi Olimpici per oltre cinquant'anni. Fu reintrodotto solo alle Olimpiadi invernali del 2002 a Salt Lake City, con gare maschili e femminili. Ora, per Milano-Cortina d'Ampezzo 2026, sarà introdotta una nuova gara a squadre miste.
Oltre agli eventi olimpici, tra le attrazioni più spettacolari di quell’epoca erano i cavalli e le competizioni equestri sul lago ghiacciato di St. Moritz. Il film ufficiale di apertura dei Giochi del 1928 di St. Moritz, "Lo stadio bianco", fu realizzato dal celebre Arnold Fanck, già famoso per i suoi film di montagna con Luis Trenker e Leni Riefenstahl, girati in precedenza nei pressi di St. Moritz,
nel paesaggio dei ghiacciai del Bernina https://www.corvatsch-diavolezza.ch/it/montagne/diavolezza#. Questa pellicola offre immagini suggestive del lago e dei boschi che circondano St. Moritz: dalla quindicenne Sonja Henie che pattina sul ghiaccio, ai cavalli e ai cavalieri impegnati nello skijöring sul lago ghiacciato. Un documentario avvincente che cattura l’atmosfera unica di quei giorni.