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“Pump up the Jam”: oltre 80 partecipanti alla terza edizione del torneo organizzato da Fondazione Aquila


La terza edizione di “Pump up the Jam”, il torneo di basket organizzato dalla Fondazione Aquila per lo Sport Trentino per bambini e adolescenti in cura o che sono stati in cura per malattie onco-ematologiche e che sono accomunati dalla passione per lo sport e per la pallacanestro, ha confermato due principi importanti: innanzi tutto che fare squadra è fondamentale quando si deve affrontare una sfida importante; inoltre, che fare sport può essere importante sia nella fase di cura che nella fase successiva, come ha voluto sottolineare al termine della manifestazione il dott. Pietro Soloni, oncologo pediatra del reparto pediatria di Trento e anima del torneo: “Il senso di questo torneo non è solo legato allo stare insieme e al vivere le emozioni che sa dare lo sport, ma anche alle conseguenze sul benessere dei ragazzi: infatti, le evidenze scientifiche ci dicono che l’attività fisica praticata dai ragazzi e dalle ragazze in terapia o fuori terapia ha un grande impatto sulla qualità della vita soprattutto per chi ha dovuto interrompere l’attività sportiva o non l’ha nemmeno iniziata a causa della malattia”.
Presso il palazzetto “Sanbapolis” di Trento si sono ritrovati nella giornata dell’8 marzo oltre 130 tra atleti, genitori e medici accompagnatori: a partire dalle ore 9.00 sono scesi in campo i bambini più piccoli che si sono divertiti a giocare a basket sotto la guida attenta degli allenatori del settore giovanile di Aquila Basket. Insieme a loro anche i campioni della Dolomiti Energia Trentino Toto Forray, Cheick Niang, Jordan Bayehe e Patrick Hassan, che si sono messi a disposizione di tutti per foto, autografi e soprattutto come dimostratori nei vari esercizi. Alle ore 11.00 è iniziato il torneo per gli adolescenti suddivisi in sei squadre in base ai centri di provenienza: le sei squadre erano denominate Rimini, Padova, Pisa, Friuli-Venezia Giulia (Udine, Aviano e Trieste), Bologna e Team Italia (Trento, Bolzano, Torino, Parma, Napoli, Vicenza e Roma) e potevano contare sul supporto di alcuni giocatori e giocatrici del settore giovanile di Aquila Basket Trento e del Belvedere Ravina e in panchina sull’esperienza di coach Marco Crespi e dei tanti allenatori delle giovanili bianconere.
Al termine del torneo la vittoria è andata a Rimini che ha battuto in finale Pisa grazie anche alle qualità dell’MVP del torneo Simone Gessaroli.

Al termine della manifestazione, realizzata anche con il contributo di Dolomiti Energia e Studio Scozzi - Dottori Commercialisti e che ha potuto contare del patrocinio dell’Associazione Italiana di Emato-Oncologia Pediatrica (AIEOP), c’è stata la premiazione delle squadre partecipanti e dei migliori giocatori delle squadre: a fare gli onori di casa il Presidente di Aquila Basket Luigi Longhi, il Presidente della Fondazione Aquila Giovanni Zobele, Maurizio Scozzi, Patrick Hassan e la Presidente di CONI Trentino Paola Mora, che ha voluto ricordare come tutti i partecipanti abbiano vissuto la giornata proprio con i valori olimpici dello sport testimoniati anche dai colori delle t shirt indossate dai ragazzi che richiamavano proprio i colori dei cerchi olimpici.
Con la premiazione si è chiusa così una due giorni di sport e amicizia tra tutti i protagonisti di “Pump up the Jam”: infatti, gli oltre 130 partecipanti sono arrivati a Trento da tutta Italia nella giornata di sabato, ritrovandosi alle 17.30 per un aperitivo di benvenuto per poi trasferirsi alla BTS Arena per assistere tutti insieme alla partita tra Dolomiti Energia Trentino e Sassari. La giornata di sabato è stata l’occasione per creare le prime relazioni che sono state poi approfondite nella lunga giornata di domenica: il clima di amicizia, serenità, divertimento e voglia di stare insieme respirato presso la palestra “Sanbapolis” è stata la testimonianza del valore e della forza del torneo. “Questo torneo è importante per noi - ha confermato Eleonora, una delle giovani partecipanti - perché ci permette di stare insieme, parlare di quello che ci è successo a chi, in questo momento, sta vivendo quello che noi abbiamo vissuto. Comprenderli, sostenerli e farli sentire parte di una squadra può essere importante”
Il torneo è stata l'occasione anche di esporre sulle pareti di “Sanbapolis” le immagini della mostra "La bellezza della imperfezione" realizzata dal Gruppo di Lavoro Adolescenti della AIEOP e da alcuni dei ragazzi in terapia e fuori-terapia, seguiti nei Centri Italiani.
Ultimo aggiornamento: 09/03/2026 17:00:12

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