PASSO TONALE - Dal
ghiacciaio Presena e dal
Passo del Tonale alla
terra rossa dei campi da
tennis. La scorsa settimana è salito sul podio in un importante torneo di tennis, ma i nostrto lettori lo conoscono soprattutto per le sue discese invernali sulla neve. Parliamo di
James Carboini, 15 anni, sciatore agonista che ha scelto il Passo del Tonale come sua seconda casa sportiva per sei mesi all'anno. Lo abbiamo incontrato per capire come si conciliano due passioni così diverse.
James, complimenti per la finale di tennis della scorsa settimana. Di solito parliamo di te per i tuoi traguardi al Passo del Tonale. Adesso che la stagione dello sci è finita, ti manca il Passo del Tonale?
"Il Tonale mi manca tantissimo, per me le piste sono una seconda casa e il luogo in cui ho costruito la mia forma mentis. Anche se da aprile a novembre sono focalizzato sui tornei di tennis, c'è un filo invisibile che unisce le due cose: la freddezza mentale che mi è servita per conquistare questa finale la scorsa settimana l’ho imparata proprio in inverno in pista, allenandomi anche sottozero, con la nebbia o sotto la neve. La disciplina della montagna me la porto sempre dentro".
Sci d’inverno nei weekend e tennis tutto l’anno. Ma chi te lo fa fare di vivere a questo ritmo?
"Nessuno, è una mia scelta libera. Molti pensano che svegliarsi alle 6 del mattino o rinunciare a uscire il sabato sera sia un sacrificio enorme, quasi una tortura. Per me non è così: lo faccio perché lo voglio.
La gratificazione che provi quando sali su un podio o quando stringi tra le mani una coppa ripaga ogni singola rinuncia. Lo sport mi sta insegnando ad essere organizzato e lucido, anche a scuola".
Cosa rispondi a chi dice che fare due sport a questi livelli è troppo?
"Che si sbagliano. I due sport non si intralciano, si completano. La forza esplosiva delle gambe che alleno sugli sci mi serve sui campi in terra rossa, e la rapidità del tennis mi aiuta tra i pali stretti. Il mio vero traguardo non sono le medaglie, ma la persona che sto diventando grazie alla disciplina che queste montagne mi stanno insegnando, perché questi traguardi mi fanno crescere anno dopo anno".
Come fai a incastrare tutto, considerando che frequenti anche un liceo impegnativo?
"È una questione di stagionalità e gestione del tempo. Lo sci assorbe i miei weekend invernali, da dicembre a marzo. Il tennis invece si sviluppa dalla primavera all'autunno, con gli allenamenti in settimana e i tornei nel weekend. Non si intralciano, si completano. Lo sport agonistico mi sta regalando un'autodisciplina che mi ritrovo in tutto ciò che faccio, soprattutto a scuola. Il mio vero traguardo non sono le medaglie in bacheca, ma la persona che sto diventando grazie alla determinazione che queste montagne mi ha insegnato".
In bocca al lupo allora, James, per i prossimi tornei. Ci si vede sulle piste a dicembre?
"Crepi il lupo! Assolutamente sì, appena riapriranno gli impianti io sarò pronto a rimettere gli scarponi. Un saluto a tutti gli amici del Tonale e ai lettori di Gazzetta delle Valli, a prestissimo!".