Eventi sportivi

Lombardia, I Giusti nello Sport in mostra a Palazzo Pirelli

Inizio: 15/04/2026 dalle ore 15:00 - Fine: 15/04/2026 alle ore 17:00 IT

Lo sport è un contenitore di storie capaci di entrare in empatia con il pubblico, di suscitare emozioni forti. I campioni dello sport sono dei punti di riferimento per i giovani e con le loro imprese parlano un linguaggio universale che supera confini e differenze e che mette in connessione le persone. È proprio questo il senso della mostra ‘I Giusti nello Sport’ promossa Fondazione Gariwo: “utilizzare” lo sport come strumento per diffondere, soprattutto tra i più giovani, il tema di diritti. Una mostra che il Consiglio regionale ospita a poche settimane dalla conclusione delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano Cortina che sono state, senza dubbio, un successo sportivo per il nostro Paese, ma soprattutto il racconto di storie positive. I campioni dello sport vincono medaglie, partite, campionati, battono record. Ma sono davvero grandi, sono ‘giusti’, quando hanno la capacità di ispirare i giovani. Come gli atleti rappresentati in questa mostra fotografica”.
Lo ha sottolineato il Presidente del Consiglio regionale Federico Romani durante l’inaugurazione a Palazzo Pirelli della mostra fotografica “I Giusti nello Sport” promossa Fondazione Gariwo in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici invernali di Milano Cortina 2026.
L’esposizione racconta le storie dei Giusti nello Sport: atleti e atlete che, in ogni angolo del mondo e in ogni epoca, sono andati controcorrente per prevenire il male, contrastare l'indifferenza, difendere i diritti umani e promuovere i valori espressi dalla manifestazione olimpica. Il progetto che ruota attorno alla mostra è concepito come una "Staffetta del Bene".
Le storie selezionate presentano un ampio ventaglio di contesti sportivi, geografici e temporali, spaziando dai tragici eventi che hanno contraddistinto il secolo scorso fino alle attuali battaglie in favore dei diritti delle donne. Come quella di Gino Bartali, il campione di ciclismo che ha salvato centinaia di ebrei dalla deportazione, di Yusra Mardini, la nuotatrice siriana che insieme alla sorella Sarah ha salvato i migranti in fuga verso la Grecia, o di Khalida Popal, la calciatrice afghana che usa lo sport come mezzo di emancipazione per le donne e che nel 2021 ha contribuito a salvare 300 persone in fuga dai talebani.
La mostra diventa itinerante e viene ospitata in diversi spazi espositivi, musei, biblioteche e scuole. Ogni ente che accetta di esporre la mostra accoglie il testimone lasciato dai Giusti in un’azione culturale dinamica in cui ogni tappa espositiva rappresenta un passaggio di testimone.

“Ringrazio Gariwo e il suo fondatore Gabriele Nissim, e tutti coloro che hanno contribuito a portare agli occhi di tanti le storie di questi giusti nello Sport, per aver dato l’opportunità di conoscere le storie di atleti e atlete, di epoche e parti del mondo diverse, che non hanno avuto esitazioni a scegliere coraggiosamente di difendere il bene e i diritti di tutti.  È una forma necessaria di educazione alla memoria. La memoria non deve e non può stare chiusa in un cassetto, ma deve avere manifestazioni visibili, perché possa essere un monito e ancora di più un impegno perché non si ripetano più soprusi e discriminazioni - ha spiegato Paola Bocci (PD)-. Queste fotografie raccontano storie di sport e di giustizia, storie di scelte coraggiose, soprattutto la scelta di non essere indifferenti, di non pensare solo a sé ma di adoperarsi per il bene e per i diritti umani di tutti. Di conoscere le loro storie c’è ancora molto bisogno, in un momento dove la pace non c’è, e dove ancora spesso anche lo sport è abitato da sentimenti ostili e da discriminazioni, mentre dovrebbe essere veicolo di valori come la solidarietà, l’etica, l’inclusione, l’altruismo, la condanna di ogni razzismo e la promozione delle pari opportunità, come queste immagini ci ricordano” ha concluso Paola Bocci.

Lo sport ha una responsabilità enorme di fronte al mondo lacerato di oggi, alle guerre, alle invasioni, alle persecuzioni delle donne, al diritto internazionale messo in discussione. Promuove la collaborazione tra gli esseri umani e per questo è un antidoto all’idea che possa nascere una nuova età dell’oro attraverso il dominio e l’arroganza del più forte. Con questa mostra, che siamo lieti che possa essere ospitata anche in Regione Lombardia a chiusura del momento olimpico, vogliamo ricordare alcuni atleti esemplari che hanno preso posizione quando l’umanità andava in una cattiva direzione, utilizzando lo sport come strumento per le battaglie più importanti in tema di diritti. Esempi fondamentali che possono ispirare il cammino di noi tutti” ha raccontato il Presidente della Fondazione Gariwo Gabriele Nissim.

All’inaugurazione hanno partecipato il Vice Presidente Emilio Del Bono, il Consigliere segretario Jacopo Scandella e i Consiglieri Pier Francesco Majorino e Carlo Borghetti.

Per narrare le vite, i valori, le gesta, i contesti, gli sport praticati e le battaglie sostenute dalle persone giuste presentate nella mostra, è stato scelto il linguaggio della fotografia d’artista contemporanea interpretato da Gabriele Stabile.
Nelle mani dell’artista, il collage di fotografie d’archivio, ottenute grazie alla preziosa collaborazione di associazioni calcistiche milanesi, realtà sportive, enti culturali del territorio e il contributo di singoli cittadini, avvia un dialogo virtuoso con altre forme d’arte, dalla pittura alla scrittura, dando origine ad una narrazione fatta di suggestioni e piccoli indizi che prendono forma all’interno dell’opera.

Ogni pannello mostra una storia composta da persone, luoghi ed epoche storiche lontane tra loro ma unite dallo sport: ciascuna opera è accompagnata da una parola chiave, giustapposta alle immagini, esemplificativa del valore espresso dalla storia del Giusto.

La mostra potrà essere visitata fino a giovedì 23 aprile nei seguenti orari: da lunedì a giovedì dalle 9 alle 18 e venerdì dalle 9 alle 13. Ingresso libero.

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La Fondazione Gariwo lavora per far conoscere e promuovere le storie di chi ha scelto il Bene, anche nei momenti più bui della storia. Racconta le storie di uomini e donne che, di fronte ai genocidi, alle dittature e ai crimini contro l’umanità, trovano il coraggio di agire per salvare vite, difendere la dignità umana e opporsi all’odio.

Gabriele Stabile è un fotografo italiano conosciuto internazionalmente, ha un Master in fotogiornalismo alla Westminster University a Londra ed è stato valedictorian all’ICP di New York (’07) e nei PDN30 del 2010. A New York, per oltre una decade è stato un collaboratore fisso del New Yorker, del New York Times e del Il Wall Street Journal seguendo importanti storie locali e internazionali, incluse aree di conflitto e crisi umanitarie.
Con Juliet Linderman ha pubblicato Refugee Hotel (McSweeneys, San Francisco, 2013). Ha portato a termine una commissione per la fondazione Aperture ed ha fondato Lucky Peach, un rivoluzionario periodico di cibo e letteratura. La sua prima monografia, Swim till I Sank, (RVMHUB) ha vinto nello stesso anno il prestigioso premio Marco Bastianelli, è stato finalista a Photo España, vincitore di Gibellina Photoroad, e ha ottenuto la menzione speciale al Liquida Photofestival, tra gli altri. È fondatore di Raw Messina, una galleria atipica, a Roma.

 

Ultimo aggiornamento: 14/04/2026 15:32:43